post

Bianco e Nero

Bianco e nero

quando la foto nasce già senza colori (e non perché li abbiamo persi dopo).

di Giacomo Ciccarelli (socio FLR)

C’è una categoria di fotografi che, prima di scattare, fa una scelta radicale: rinunciare ai colori. Non perché i colori siano indisponibili, ma perché a volte rinunciare alla tavolozza rende lo scatto più chiaro, più essenziale… e volutamente decidono di non usarli.

Negli ultimi tempi il bianco e nero ha avuto un destino un po’ malinconico: è diventato il pronto soccorso delle foto venute male. Hai sbagliato bilanciamento del bianco? Tranquillo, togli tutto il bianco… e anche il colore. Hai fotografato un panorama che sembrava magnifico ma in realtà sembrava il parcheggio del supermercato? Nessun problema: una passata di B&N e tutto sembra arte contemporanea…o quasi.

Ma il vero scatto in bianco e nero non è il “mettiamo una pezza”, il rimediare a un pasticcio, è il partire con un’idea precisa: raccontare la realtà usando solo luci e ombre, forme e contrasti. È un po’ come scegliere di scrivere una storia in poche parole, ma quelle giuste. È un progetto.

Il bianco e nero richiede un superpotere: saper vedere le ombre non come problemi, ma come alleate. Perché in questo linguaggio fotografico la luce non serve a far capire “che colore è questa cosa”, ma a far capire “che forma ha e quanto dramma ci sta mettendo”. È teatro puro, con le ombre che entrano in scena con più entusiasmo degli attori principali.

L’aspetto più divertente? Mentre chi scatta a colori passa il tempo a controllare che il verde non sia troppo giallo e il blu non sia troppo verde, il fotografo in B&N se ne sta lì a guardare come la luce accarezza le superfici, con l’aria di chi sa qualcosa che gli altri ignorano. E spesso è vero: sa che non avrà nessun colore a salvarlo dopo.
Quindi no, il bianco e nero non è il cerotto creativo per le foto disastrose. È una scelta che va fatta prima dello scatto, quando guardi una scena e pensi: “Ok, qui non serve il colore: basta la luce”.
Scegliere il bianco e nero già in partenza è quindi un gesto di intenzione, un modo di dire: “Questa storia la voglio raccontare così, senza fronzoli”. Non per mancanza, ma per scelta. E quando nasce da quello sguardo, senza ritocchi d’emergenza, la fotografia ritrova tutta la sua autenticità.