Il Sensore – Meglio “Full Frame” o “APSC”?

Il Sensore – Meglio “Full Frame” o “APSC”?
di Michele Loiacono (Socio FLR)

Voglio acquistare una fotocamera, quale scegliere?

Uno degli aspetti importanti da considerare quando si acquista una fotocamera (soprattutto se è la prima volta) è la dimensione del sensore. Full Frame o APSC (Advanced Photo System Type-C)?
Cosa significa?

Fin dalla nascita della fotografia, o meglio della pellicola fotografica, sono state utilizzate diverse misure e proporzioni di pellicole, in base al costo e all’uso previsto delle foto.
Il formato più comune che forse conoscete è il 35 mm o “135” (il rettangolo su cui viene impressa la pellicola misura 24 x 36 mm). Questo formato, introdotto dalla Kodak nel 1934 con la fotocamera Kodak Retina e basato sulla pellicola cinematografica da 35 mm, è diventato lo standard per la fotografia di massa grazie alla sua convenienza e alla facilità di caricamento in piena luce.

Negli anni ’90 sono nati i primi sensori, e subito ci si è dovuti confrontare con i costi elevati di produzione. Per questo motivo sono stati introdotti sensori di dimensioni ridotte, abbassando i costi di produzione.
Questi sensori (APSC) offrono numerosi vantaggi pratici:
– occupano meno spazio nel corpo macchina;
– permettono l’uso di obiettivi più compatti, riducendo l’ingombro dell’attrezzatura;
– sono più leggeri e meno costosi;
– consentono di ridurre le dimensioni dello specchio e del prisma, diminuendo peso e costo delle fotocamere.

Nonostante ciò, il formato “135” ha avuto un grande successo, diventando uno standard. Anche nel digitale sono stati sviluppati sensori 24×36 mm, destinati a fotocamere professionali, più pesanti, ingombranti e costose.

Oggi si producono sensori di misure varie, Full Frame, APSC, per una moltitudine di compatte, fino ai piccolissimi sensori per cellulari (1/4 di pollice).

Per quanto riguarda l’APSC, ci sono due versioni sul mercato: quella Canon da 22.2 x 14.8 mm e quella usata da Nikon, Pentax e Sony da 23.6 x 15.7 mm.
Quali cambiamenti comporta la scelta del tipo di sensore?
La fotografia è fondamentalmente la proiezione della realtà su una superficie piana, il sensore, utilizzando un obiettivo con una specifica lunghezza focale. È evidente che l’immagine ottenuta varia con sensori di aree diverse poiché, su un sensore più piccolo, si perderà una parte dell’immagine ai lati, considerando l’immagine come un rettangolo.

Inoltre, l’uso di un sensore più piccolo con una maggiore densità di pixel permette di ottenere un’immagine più dettagliata del frammento catturato. Questo consente di discutere, a volte impropriamente, di focale equivalente, poiché l’immagine appare più “ingrandita” o, più precisamente, più ravvicinata mantenendo la stessa risoluzione.

Questi effetti sono legati al concetto di angolo di campo, ossia la porzione di realtà che l’obiettivo cattura e che si misura in gradi. Gli obiettivi con lunghezza focale corta catturano angoli di campo più ampi, come nelle foto panoramiche, e sono chiamati “grandangoli”. Quelli con focale lunga riprendono un angolo di campo più stretto, detti “teleobiettivi”, perché isolano una porzione più piccola dell’immagine, dando l’impressione di essere più vicini al soggetto.

Riflettiamo sul concetto di focale equivalente.
Ogni obiettivo disponibile è indicato con una lunghezza focale o un intervallo di lunghezze focali, per i modelli zoom, espressi in mm. Ad esempio, un grandangolo da 16 mm o un teleobiettivo da 200 mm. Queste misure, secondo lo standard, si riferiscono al formato 135, cioè sono effettivamente da 16 mm e 200 mm se usate su sensori da 36×24 mm.

I sensori più piccoli hanno un fattore di “taglio” relativo al formato 135, che per i sensori Canon è di 1,6x, e per Nikon-Sony-Pentax di 1,5x. Questo “taglio” si deve al fatto che l’angolo di campo catturato è effettivamente 1,6 o 1,5 volte più piccolo rispetto al 135.

Catturando un’immagine su un sensore più piccolo con maggiore densità di pixel rispetto a un Full Frame, si può ottenere lo stesso angolo di campo e dettaglio, ma con una focale più lunga. Quanta lunghezza focale si guadagna con un sensore più piccolo? Esattamente il rapporto di taglio, o crop factor! Un 200mm su sensore APS-C Canon ha un angolo di campo equivalente a un’ottica di 320mm su Full Frame.

Questo è un grande vantaggio per chi fotografa animali difficili da avvicinare, poiché l’utilizzo di obiettivi con lunghezze focali più corte riduce costi e ingombri.
Chi desidera scattare con focali corte, come grandangoli, rischia di perdere i bordi dell’immagine, che in questo tipo di fotografia accentuano l’impressione di essere “in mezzo alla scena”.
Per questo, esistono grandangoli specializzati per sensori APS-C, progettati per ridurre la lunghezza focale e ottenere un ampio angolo di campo nonostante il crop factor.

Tuttavia, il concetto di lunghezza focale equivalente è valido solo per l’angolo di campo. L’immagine proiettata sul sensore è indipendente e, ad esempio, la profondità di campo di un 200mm supera quella di un 320mm, e questa differenza persiste indipendentemente dal sensore.

Altre differenze
I sensori Full Frame solitamente hanno una minore concentrazione di pixel rispetto agli APS-C, questo riduce il rumore nelle nuove acquisizioni a alta sensibilità. Una densità inferiore consente di ridurre interferenze, permettendo scatti ad alti ISO con meno disturbi.

D’altra parte, le ottiche di qualità mantengono il miglior rendimento al centro e degradano verso i bordi. I sensori APS-C catturano la parte centrale dell’immagine, cioè la parte di migliore qualità.

I sensori APS-C, sebbene considerati i “fratelli minori” dei più rinomati Full Frame, stanno dimostrando il loro valore. I nuovi sensori delle mirrorless moderne presenteranno sempre meno svantaggi. Il ridotto angolo di campo e il maggiore rumore a ISO elevati sono difficoltà quasi superate con i nuovi sensori, mentre i vantaggi di costo e dimensioni sono evidenti. Notiamo che sempre più ottiche dedicate sono disponibili, permettendo di raggiungere angoli di campo elevati riducendo dimensioni e peso.

Una differenza da considerare tra vecchi e nuovi modelli, prima dei megapixel, è la riduzione del rumore ad alte sensibilità, che effettivamente salva molti scatti in condizioni di scarsa illuminazione.